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Piccole perle nascoste

Ho dedicato le ultime settimane a spulciare nelle pieghe del multitraccia, alla ricerca di perle da tirare fuori per il prox album dei Qsemu.
E in questo mi viene una riflessione. E’ proprio vero che c’è bisogno dello spirito giusto per fare dei bei pezzi, è proprio vero che il cosiddetto mood condiziona la performance ed è condizionante anche per chi ascolta. E’ tanto vero che ci sono intere registrazioni di una serata da cestinare in blocco, mentre ci sono registrazioni di serate particolari, dove lo spirito era particolarmente vivace, in cui c’è da tirare fuori due tre brani.

C’è stato un periodo straordinariamente produttivo, negli ultimi mesi del 2017, dove abbiamo tirato fuori un mucchio di roba… un periodo di magra, con registrazioni mediocri forse dovuti a sbandamenti interni, alla incertezza sul da farsi. Paolo aveva iniziato a suonare da poco anche con altri,  a repertori di cover pop solo nominalmente rock, e questo in qualche maniera aveva spento il fuoco, quella che lo stesso Paolo spesso chiama “la magia”, quel sentimento comune condiviso di stare li a colloquiare tra anime in musica.

Successivamente abbiamo cominciato a produrre nuovamente musica di qualità , forse quando Paolo finalmente ha deciso di prendere parte al progetto inediti con una maggiore convinzione.
In quel periodo di sterilità  creativa bisogna pure aggiungere che altri soggetti erano entrati a far parte del progetto, e non si sapeva bene su che direzione andare. Eravamo rimasti da poco orfani di Giuseppe Palazzolo, andato fuori per ragioni di studio, e questo ci aveva un po’ disorientati. Tra chi spingeva per tirare su un repertorio di cover pop rock, incalzati anche da una voce femminile che non aveva tanto nelle sue corde brani più squisitamente rock n’ blues.

Certamente l’ingresso di un soggetto nuovo, con idee musicali diverse, necessariamente  smuove certi equilibri, e può far perdere un feeling consolidato. Di fatto quando ci siamo ritrovati in tre le idee sono tornate e così la famosa “magia” di Paolo, sia pur ricca di paranoie come sua abitudine.

Adesso si è aggiunto Massimiliano alla chitarra, e devo dire, forse per una sua innata empatia, e per una naturale propensione a non sgomitare, cosa quanto mai rara nei chitarristi, fino ad ora si è riusciti a registrare senza assistere a sguardi inquisitori tra chitarristi a denti stretti. La cosa straordinaria è peraltro la frequenza su cui ci si ritrova su aspetti e considerazione sulla musica.
La speranza è di trovare presto un filo conduttore tra quello che abbiamo fatto finora e le sue idee. La sua presenza peraltro è di vitale importanza nei Live, dove faccio una fatica mostruoso a mettere insieme voce e chitarra. Certamente Una chitarra mi da sicurezza e mi permette di pensare più alla voce, mi da la necessaria copertura. Le idee sono buone, sia musicali che sul modo di vedere le cose di musica. Mi piace il suo approccio discreto, prudente, e la voglia di mettersi in discussione.

Rimango del parere che un piano elettrico come in “Solo fiato e vapore” sarebbe la fine del mondo e completerebbe il nostro sound. Ma c’è tempo per tutto.
A volte se penso che manca un mese all’uscita dell’album e ancora alcuni pezzi non li abbiamo mai provati mi viene l’angoscia.

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